È nata nel 1935 a Castel San Pietro Terme, in provincia di Bologna. Il suo primo libro di poesie, ‘Testa o Croce del soldone’, introdotto da Carlo Bo, è del 1959.
Ha lavorato con alcuni tra i più grandi letterati del Novecento, da Paolo Volponi a Lalla Romano, da Vittorio Sereni a Roberto Roversi. Su suggerimento di Volponi fu proprio Vittorio Sereni, all’epoca direttore editoriale della Mondadori, a cogliere la carica innovativa dei suoi testi e il loro forte radicamento nelle passioni civili, dando alle stampe nel 1967 ‘La scarpinata’, un viaggio italiano dal tono ironico ed eversivo.
Nel 1971 Pier Paolo Pasolini scelse e volle pubblicare su Nuovi Argomenti alcune poesie dell’autrice bolognese. In quegli anni Marisa Zoni si dedicava a un lavoro trasversale, collaborando con pittori, scultori e incisori. Frutto di questo lavoro furono le cartelle d’arte “Per una terra isolata” (1974).
Verso la fine degli anni Settanta fondò una tra le prime associazioni italiane in difesa dei diritti civili dei tossicodipendenti. Da allora ha continuato a scrivere, pubblicando ‘Dove l’Italia si vede’ (1978), ‘La quota rovente’ (1990) e ‘La scommessa’ (1994). Nel 1999, per l’editore Piero Manni è uscito ‘Come un metallo o un tamburo’, definito da Attilo Lolini sul Manifesto “un canto nero, tra Brindisi e Valona”, capace di azzerare tutti i chiacchiericci televisivi, svelandone "la malafede e le incongruenze". La sua ultima raccolta è “Tu paria dai mille occhi”, pubblicata da Pendragon nel 2004.